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Cellulari e tablet ai pediatri che davano il latte artificiale

Cellulari e tablet ai pediatri che davano il latte artificiale

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Latte in polvere invece di materno, arrestati 12 pediatri






|8.12|Marco Gasperetti


PISA La prima confezione era in regalo. Un bel
pacchetto di latte in polvere, accompagnato da un sorriso compiaciuto. E poco
importava se la neo mamma di latte, quello naturale dalle straordinarie
proprietà, ne avesse in abbondanza e il piccolo si attaccasse al seno con gioia
e passione.
Il «buono bebè» di Mellin, Dmf (Dietetic Metabolic food) e, in un
solo caso, anche di Humana Italia - dicono gli investigatori - era quasi una
prassi. In cambio, per i medici, regali per centinaia di migliaia di euro di
ogni tipo, persino climatizzatori e viaggi in alberghi. Partendo da questa
ricostruzione ieri i Nas e i magistrati di Pisa hanno arrestato per corruzione
dodici medici pediatri, tra i quali due primari, e altre sei persone,
informatori scientifici e un dirigente di un’azienda specializzata in alimenti
per l’infanzia.

Sono Michele Masini, dirigente di 50
anni, di Limbiate (Monza), e gli informatori scientifici Dario Boldrini,
33, e Valter Gandini, 70, di Pisa, Vincenzo Ruotolo, 64, di Grottammare (Ascoli
Piceno), Gianni Panessa, 59, di Livorno, e Giuliano Biagi, 35, di Massa. I
medici arrestati sono i primari Stefano Parmigiani, 57, dirigente dell’ospedale
del Levante ligure (La Spezia), e Roberto Bernardini, 57, dell’ospedale San
Giuseppe di Empoli, e i pediatri di base Maurizio Petri, 64, Fabio Moretti, 61,
Marco Granchi, 61, Claudio Ghionzoli, 63, Roberto Rossi, 62, Eros Panizzi, 61,
Luca Burchi, 59, tutti di Pisa e provincia, e Renato Cicchiello, 66, di Livorno,
Gian Piero Cassano, 65, di Lido di Camaiore, Marco Marsili, 59, di Piombino.

Secondo l’accusa il latte in polvere,
prescritto a migliaia di mamme, sarebbe stato merce di scambio per una raffica
di benefit: tv, elettrodomestici, tablet e smartphone appena usciti che i medici
accettavano volentieri. Uno di loro aveva persino protestato per aver ricevuto
un modello di iPhone già in commercio da un po’. Arrivavano anche soldi e
viaggi. Crociere e tour con famiglia (figli compresi) a Istanbul, Sharm el
Sheik, Londra, Parigi, New York. Congressi medici? Macché, vacanze vere e
proprie, come ha spiegato il colonnello dei Nas di Roma Giovanni Capasso. Chi
non amava viaggiare poteva riscuotere i bonus viaggi e trasformarli in euro.
Secondo il sostituto procuratore Giovanni
Porpora e il gip Guido Bufardeci la corruzione è più che evidente. Con
informatori scientifici che rivolgendosi a un medico lo incitano ad andare
avanti («lei dottore più ci soddisfa più la soddisfiamo...»), altri che
insegnano al pediatra a «pubblicizzare» le confezioni di latte artificiale e lo
istruiscono su come ricevere i regali «piano piano», perché «ovviamente non
saranno tutti insieme». Da quest’ultimo hanno poi l’assicurazione di stare
tranquilli perché «oggi ho fatto anche un riso», ovvero avrebbe convinto una
mamma ad acquistare oltre al latte anche una crema di riso. In un’altra
intercettazione uno degli informatori si rivolge seccato a un collega: «Li
facciamo gli investimenti (i regali) perché li abbiamo promessi, ma se non esce
il latte è finita eh! Cioè lavoriamo col tre per cento su quello che è il
discorso delle vitamine e basta!».
Uno dei medici sembra un po’ titubante a
certe proposte. E l’informatore lo riferisce a un collega: «M’ha detto che ci
doveva pensare, però gli poteva interessare un climatizzatore perché fa delle
ristrutturazioni». E l’altro risponde con una risata: «Ma solo se ci si
rientra». C’è chi ha la percezione della gravità di ciò che sta accadendo e lo
dice chiaramente «lo chiudiamo quest’affare... il latte è una roba seria, ed è
un problema grave», dice. Ma la corruzione poi non si ferma.
«Mi chiedo come possano medici pediatri
andare contro l’etica della professione, contro unanimi pareri scientifici e
contro le indicazioni del ministero della Salute», ha commentato ieri sera il
ministro Beatrice Lorenzin. Mentre il governatore della Toscana, Enrico Rossi,
ha chiesto «provvedimenti disciplinari immediati» per i medici arrestati.
mgasperetti@corriere.it
22 novembre 2014 | 08:00 
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