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La protesta dilaga: Tor Sapienza caccia il M5S







La protesta dilaga: Tor Sapienza caccia il M5S

di Andrea Indini

Dilaga la protesta conto il degrado. Di periferia in periferia. Tor Sapienza da
polveriera diventa la miccia che innesca altri roghi. E adesso c'è la concreta
preoccupazione che più zone della periferia romana possano esplodere. Da Roma
est a Roma sud, da Tor Sapienza all'Infernetto, dai palazzoni alle villette. Ma
l'inferno è sempre lo stesso. Anche qui, infatti, sono arrivati alcuni minori
trasferiti in fretta dal centro di via Morandi dopo l’assalto a suon di bombe
carta e bottiglie. Noi non ce li vogliamo, mettono subito in chiaro i
residenti.Imparato l'errore commesso a Tor Sapienza, dove ha tardato a lungo a
incontrare i cittadini esasperati da una situazione esplosiva, il sindaco
Ignazio Marino si è subito fiondato nel quartiere, non appena ha sentito
soffiare i primi venti di rivolta. Ha provato a giocarsi la carta del dialogo e
dell'accoglienza per convincere i residenti a parlare con gli immigrati che non
sono pacchi da spostare e hanno anche storie di dolore e guerra. La solita
litania buonista, insomma. All'Infernetto, però, i residenti non si sono
lasciati abbindolare da un sindaco che subisce passivamente le politiche
migratorie fallimentari del governo Renzi. In tutta fretta è stato organizzato
un sit in in via Solorno. Qui si trova, infatti, la struttura che ospita i
rifugiati. Qui, da quando sono arrivati gli immigrati trasferiti da Tor
Sapienza, hanno iniziato a scaldarsi gli animi. Noi qui non ce li vogliamo,
vadano via - dicono i romani, gentili ma compatti - ogni giorno ci sono furti
negli appartamenti e nelle ville, questi nuovi arrivi non faranno altro che
incrementare la criminalità. È lo stesso malcontento di Tor Sapienza. Perché, in
molti troppi casi, immigrati uguale criminalità. I toni, almeno per il momento,
sono diversi, più pacati. Per il resto lo scenario è uguale: polizia e
carabinieri sorvegliano il centro, per ora blindato, e i ragazzi della struttura
guardano dalle finestre scossi e forse impauriti.A infuocare il clima
all'Infernetto ci si mette anche la notizia (girata sui social ma presto
rivelatasi falsa) secondo cui i rifugiati fossero ospitati in un centro che si
occupa di malati di Alzheimer e inaugurato da poco. In realtà i diciotto
ragazzini, tutti tra i 14 e 16 anni, sono stati trasferiti in uno dei tanti
casali, in tutto otto, dell’area della struttura rimasti inutilizzati. Insomma
sono separati dal centro diurno di cura. E a struttura stessa ci tiene ad
assicurare: Sono di transito. Per trovare posto magari in case famiglia visto
che molti sono richiedenti asilo. Da loro è andato, a sorpresa, Marino. Ha
voluto parlare con i ragazzi del centro: Ho ascoltato le loro storie.... Una
trovata politica che non incanta i romani. Che non ne possono più. Non a caso a
Tor Sapienza i cittadini hanno chiesto ai parlamentari stellati di non farsi
vedere in giro. Il M5S - hanno detto - fa parte di uno Stato che non ci
rappresenta. E per questo non sono graditi. E, quando nonostante l'avvertimento
la grillina Paola Taverna si è presentata con un paio di consiglieri del V
Municipio, gli è stato sbarrato l'ingresso all'assemblea pubblica. Il quartiere
è abbandonato da quarant’anni e mo si fanno vedere tutti - hanno detto - non
vogliamo l’accattonaggio dei voti.Le comparsate di Marino non riscono a spegnere
la miccia che ormai è innescata. Altri comitati di quartiere si stanno
organizzando per protestare contro il degrado. Proteste che la sinistra bolla
con razziste e fasciste, ma che è sbagliato a classificarle come tali. Il
comitato residenti di via Alessandrino, per esempio, ha dato voce a insistenti
voci sull'eventuale spostamento degli immigrati di Tor Sapienza in un edificio
vuoto di via Casilina. Si parla di 400, forse 600 persone, anche se al centro di
via Morandi erano in tutto 45. Siamo preoccupati - spiegano - perché si
sconvolgerebbe un tessuto sociale già difficile, precario, una realtà quotidiana
dove i furti sono all’ordine del giorno e le forze dell’ordine stentano a
mantenere il controllo. E avvertono: Ci opponiamo a qualunque ingresso di
centinaia di persone che di fatto verrebbe a stravolgere qualsiasi regola di
convivenza civile. Il risultato sarebbe di far esplodere un’altra periferia
romana. È davvero questo che si desidera?. Tor Sapienza e l'Infernetto hanno già
fatto scuola.
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