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«Io italiano illegale a New York faccio un finto matrimonio gay per ottenere la Green Card»

«Io italiano illegale a New York faccio un finto matrimonio gay per ottenere la Green Card»



Ventimila dollari per sposarsi e ottenere un permesso
di residenza permanente. Sembra un film di Ficarra e Picone, dove uno dei due
personaggi di mestiere combina matrimoni per permettere a immigrati di ottenere
la cittadinanza. Non si tratta di una commedia italiana, ma di una realtà sempre
più presente nel territorio americano. Un sottobosco che esiste da molto tempo,
ma che giorno dopo giorno sta prendendo piede tra gli immigrati presenti negli
Stati Uniti e ansiosi di regolarizzare la propria posizione.
In America basta sposare un cittadino o una persona
titolare di un permesso di soggiorno permanente per richiedere la famosa Green
Card, il documento che permette di rimanere sul territorio statunitense a tempo
indeterminato e lavorare con qualsiasi impresa a stelle e strisce. Cosa
impossibile, quest’ultima, a meno che non si abbia un visto di lavoro
sponsorizzato da un azienda che opera nel territorio americano. A volte la
richiesta supera i ventimila dollari e può sfiorare anche i trentamila. I rischi
sono elevati. Il reato è quello di frode.

Ovviamente l’Immigration americana è a conoscenza
del fenomeno che cerca di combattere in diversi modi. Si stima che un matrimonio
su sette, in America, sia di convenienza per richiedere la Green Card. Una delle
verifiche più note, prima di concedere la tanto agognata carta verde, è
l’intervista incrociata. Ricevuta la richiesta per il permesso di soggiorno, gli
uffici governativi sottopongono la coppia a colloqui separati per smascherare
l’eventuale falso matrimonio. Molto spesso c’è un lavoro di preparazione da
parte dei novelli sposi, come afferma Simone (nome di finzione,
ndr), ventiquattrenne italiano intervistato in forma anonima.
«Conosco diverse persone, qui a New York, che hanno ottenuto la Green Card
attraverso un matrimonio combinato. Prima di sposarsi, di solito, ci si prepara
mesi per conoscere le abitudini dell’altra persona. Si creano a volte profili
facebook finti, con foto realizzate a hoc, per inscenare una relazione
sentimentale che va avanti da qualche tempo».
Guardando ai numeri dei visti rilasciati dagli Stati Uniti in seguito a un
matrimonio con un cittadino americano, il dato curioso riguarda proprio l’Italia
che negli ultimi cinque anni ha visto crescere le richieste per “Immediate
Relative Visa”, categoria che contiene coniugi, figli e genitori di cittadini
americani. E’ uno dei pochi paesi della zona europea ad aver avuto un incremento
nel 2014, stimato a poco più del 40% rispetto al 2010. La stessa Grecia, colpita
pesantemente dalla crisi, aveva avuto una impennata di richieste e di
concessioni fino allo scorso anno, per poi registrare un crollo vicino al 50%.



Gli italiani che nel 2014, a seguito di un matrimonio, hanno ottenuto questo
tipo di visto, dunque potenzialmente titolari di green card, sono 323. Si tratta
di connazionali che hanno sposato un cittadino americano, ma che comunque non
risiedono ancora negli Stati Uniti. La carta verde, infatti, può essere
richiesta soltanto dopo essersi trasferiti sul territorio americano. A
questi
bisogna aggiungere tutti quelli che, già presenti in America, convolano a nozze
con uno statunitense, come nel caso di Simone: «Ero già stato negli Stati Uniti
nel 2011. Sono tornato dieci mesi fa e prima di arrivare a New York ero un
lavoratore regolare nel sud degli Usa. Adesso, invece, sono in possesso di un
altro tipo di visto che però non mi permette di lavorare con aziende americane.
Ecco perché ho deciso di sposarmi e lo farò con un uomo omosessuale. Non sono
gay, ma se tutto andrà bene avrò la possibilità di ottenere la green card a
costo zero, senza pagare un dollaro. E’ stato lui stesso a propormelo, credo
abbia un ritorno fiscale. Il mio sogno – conclude – è aprire una mia attività
proprio qui a New York».


Lo scorso anno gli italiani a cui è stata concessa la Green Card sono stati
2.960, duecentottantasette in più rispetto 2012 quando in 1.503 hanno ottenuto
la carta verde perché coniugi, figli o genitori di un cittadino americano. E se
Obama recentemente ha posto l’accento proprio sugli immigrati, varando una legge
per regolarizzare tutti coloro che sono da più di cinque anni negli Stati Uniti
e hanno figli nati in America, ce n’è un’ampia fetta che continua a vivere
illegalmente e a lavorare grazie ai documenti falsi. Da cento a duecentocinquata
dollari per procurarseli. Un mercato, prevalentemente gestito dai messicani, che
tramite il passaparola va avanti apparentemente senza problemi.


@russomandofabio





12 dicembre 2014 | 08:05 
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